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guerra alla repressione

Comunicato del segretario Giovanni Amicarella

Il popolo ha parlato chiaro, così come non vuole rendersi complice dei soprusi sul Donbass, così come non vuole rendersi partecipe dell’ennesimo eccidio ai danni degli armeni, nemmeno vuol rendersi partecipe alla “grandeur” sionista ai danni dei palestinesi.

Il SOCIT si è schierato da organizzazione socialista e patriottica con la volontà del proletariato italiano, stufo di doversi sentir ripetere le solite propagande a vanvera, sul filo della rasoio fra l’entrata in guerra e il coadiuvare carnefici.

Noi non supportiamo soluzioni a due Stati, supportiamo la liberazione della patria palestinese dalle forze imperialiste in toto, con lo smantellamento di qualsivoglia appendice della piovra sionista. E ciò, a fronte della piega che si sta prendendo nel movimento socialista tutto, è bene ribadirlo con forza.

Così come eravamo in prima linea, davanti alla Rai per la scarcerazione di Khaled, così lo siamo stati in queste manifestazioni popolari di dissenso ad una classe dirigente che risponde alla volontà popolare con le minacce. Valditara, non fai paura a nessuno.

Le vomitevoli prime applicazioni di questi metodi di repressione li hanno documentati i compagni del Fronte della Primavera Triestina @primaveratriestina, ai danni di minorenni intenti a manifestare dissenso davanti al palazzo della regione illuminato coi colori sionisti.

Visto che i politici borghesi dichiarano guerra alla volontà popolare, noi la dichiariamo a gran voce alla repressione, assieme a quelle realtà, che come la nostra, sono disposte a lottare.